January 05
Ho un presagio, qualcosa serpeggia nell’aria, striscia invertebrata nella memoria, credo sia angoscia, spettro del mio respiro pesante, ansimo, ho il fiato corto, sarà paura, si forse è paura, ma non ne sono sicuro, mi abbandono, è punta di spillo che penetra le carni, accarezzo questa sensazione, anche se vorrei tenerla lontana, non posso, più che paura sembra qualcos’altro, è solitudine No non è possibile, la solitudine è diversa, la solitudine è un vuoto, questa invece è come un vento di ghiaccio che mi invade, la sento scavarmi rapida nelle ossa, la mia mente è schiava, vorrei almeno vederla, lei non si mostra, mi osserva, non so cos’è, ma è qualcosa che non ho mai provato, qualcosa di nuovo, di diverso, io mi sento diverso, è il dubbio di sempre una domanda senza risposta è muto silenzio finalmente la vedo, si mostra, nella la sua grandezza, mi guarda negli occhi, scava profonda nelle pupille, nelle mie trasparenze nascoste, sono sincero, non posso fare altro, adesso so cos’è: presagio di morte.